I PECCATI CHE GRIDANO VENDETTA AL COSPETTO DI DIO

Secondo il catechismo di San Pio X sono 4 i peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio:

1 commettere omicidio volontario;
2 l'atto impuro contro natura;
3 oppressione dei poveri;
4 defraudare l'operaio della giusta mercede.


In base a quale criterio Pio X ha fatto questo elenco?
Tale elenco è tratto dalla Sacra Scrittura che usa questo linguaggio (“gridare verso il cielo”) proprio per i quattro peccati menzionati.
Quindi Pio X ha ripreso pari pari quanto afferma la Sacra Scrittura in vari passi e l’ha messo in colonna.

Perchè sono peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio?
Si afferma che gridano vendetta al cospetto di Dio perché chiedono giustizia al Signore già nella vita presente a motivo della loro malizia e del grande turbamento che provocano nei rapporti tra gli uomini e nella società.

Dove sono menzionati nella Sacra Scrittura?
Ecco i passi della Sacra Scrittura dove sempre ricorre il termine “gridare”:

DAI RACCONTI DI UN PELLEGRINO RUSSO

Per grazia di Dio io sono un uomo e cristiano, per azioni gran peccatore, per condizione un pellegrino senza terra, della specie più misera, sempre in giro da paese a paese. Per ricchezza ho sulle spalle un sacco con un po’ di pane secco, nel mio camiciotto la santa Bibbia, e basta. La ventiquattresima domenica dopo la Trinità sono entrato in chiesa per pregare mentre si recitava l’Ufficio; si leggeva l’Epistola dell’Apostolo ai Tessalonicesi, in quel passo dove è detto: "Pregate senza posa". Quella parola penetrò profondamente nel mio spirito, e mi chiesi come sarebbe stato possibile pregare senza posa dal momento che ognuno di noi deve occuparsi di tanti lavori per sostenere la propria vita. Ho cercato nella Bibbia e ho letto coi miei occhi proprio quel che avevo inteso: "Bisogna pregare senza posa, pregare con lo spirito in ogni occasione, pregare in ogni luogo alzando mani pure".

Avevo un bel riflettere, non sapevo proprio cosa decidere. "Che fare?", pensavo. Dove trovare qualcuno che mi possa spiegare quelle parole? Andrò nelle chiese dove predicano uomini di gran fama, e forse là troverò quel che cerco. E mi misi in cammino. Ho ascoltato molte prediche magnifiche sulla preghiera. Erano però istruzioni sulla preghiera in generale; che cosa è la preghiera, perché è necessario pregare veramente, su questo, nemmeno una parola. Ho sentito una predica sulla preghiera in spirito e sulla preghiera perpetua; ma non mi si diceva come fare per giungere a questa preghiera. Così, frequentando le prediche non sono riuscito ad avere quel che desideravo.

RILEGGIAMO IL CONCILIO DI TRENTO - 3/IL PECCATO ORIGINALE

SESSIONE V (I7 giugno 1546)
Decreto sul peccato originale. 

Perché la nostra fede cattolica, senza la quale è impossibile piacere a Dio (18), rimossi gli errori, resti integra e pura e perché il popolo cristiano non sia turbato da ogni vento di dottrina (19) dal momento che l’antico, famoso serpente (20), sempre nemico del genere umano, tra i moltissimi mali da cui è sconvolta la chiesa di Dio in questi nostri tempi, ha suscitato nuovi e vecchi dissidi, anche nei riguardi del peccato originale e dei suoi rimedi, il sacrosanto, ecumenico e generale concilio tridentino, legittimamente riunito nello Spirito santo, sotto la presidenza degli stessi tre legati della sede apostolica, volendo richiamare gli erranti e confermare gli incerti, seguendo le testimonianze delle sacre scritture, dei santi padri, dei concili più venerandi ed il giudizio e il consenso della chiesa stessa, stabilisce, confessa e dichiara quanto segue sul peccato originale.

1. Chi non ammette che il primo uomo Adamo, avendo trasgredito nel paradiso il comando di Dio, ha perso subito la santità e la giustizia, nelle quali era stato creato e che è incorso per questo peccato di prevaricazione nell’ira e nell’indignazione di Dio, e, quindi, nella morte, che Dio gli aveva prima minacciato, e, con la morte, nella schiavitù di colui che, in seguito, ebbe il potere della morte e cioè il demonio (21); e che Adamo per quel peccato di prevaricazione fu peggiorato nell’anima e nel corpo: sia anatema.

RILEGGIAMO IL CONCILIO DI TRENTO

1- LA PROFESSIONE DI FEDE

2 - ELENCO DEI LIBRI SACRI

3 - IL PECCATO ORIGINALE

4 - DECRETO SULLA GIUSTIFICAZIONE (PRIMA PARTE)

5 - DECRETO SULLA GIUSTIFICAZIONE (SECONDA PARTE)

6 - DECRETO SULLA GIUSTIFICAZIONE (TERZA PARTE)

7 - CANONI SULLA GIUSTIFICAZIONE

8 - I SACRAMENTI

9 - CANONI SUL SACRAMENTO DEL BATTESIMO

10 - CANONI SUL SACRAMENTO DELLA CONFERMAZIONE

11 - IL SANTISSIMO SACRAMENTO DELL'EUCARESTIA (PRIMA PARTE)

12 - IL SANTISSIMO SACRAMENTO DELL'EUCARESTIA (SECONDA PARTE)

13 - IL SACRAMENTO DELLA PENITENZA (PRIMA PARTE)

14 - IL SACRAMENTO DELLA PENITENZA (SECONDA PARTE)

15 - IL SACRAMENTO DELLA PENITENZA (TERZA PARTE)

16 - DOTTRINA DEL SACRAMENTO DELL'ESTREMA UNZIONE

17 - CANONI SUI SANTISSIMI SACRAMENTI DELLA PENITENZA E DELL'ESTREMA UNZIONE  

18 - DECRETO DI RIFORMA

19 - CANONI SULLA COMUNIONE

20 - IL SANTISSIMO SACRIFICIO DELLA MESSA

21 - IL SACRAMENTO DELL'ORDINE

22 - IL SACRAMENTO DEL MATRIMONIO

23 - IL PURGATORIO

24 - DECRETO SUI RELIGIOSI E SULLE MONACHE E CONCLUSIONE 

PAPA SAN PIO X ESALTA LA MADONNA

Il 2 febbraio del 1904, per commemorare la ricorrenza del Giubileo della promulgazione del Dogma dell'Immacolata Concezione, Papa san Pio X pubblicò l'enciclica Ad Diem Illum, una superba ed edificante esposizione della dottrina mariana. Citiamo di seguito alcuni brani di questo splendido documento papale.

Venerabili fratelli, benché mezzo secolo ci separi da quell'evento (la promulgazione del Dogma dell'Immacolata Concezione), non è forse lecito sperare che, ricordando la gloria dell'Immacolata Vergine, la stessa santa gioia risuonerà anche oggi, come un'eco del passato, nelle nostre anime? Non è forse lecito sperare che le trascorse dimostrazioni di fede e amore per la venerabile Madre di Dio si ripeteranno? La devozione che abbiamo sempre avuto per la Santa Vergine, così come la Nostra profonda gratitudine per i doni che ci ha concesso, ci fa desiderare ardentemente di conseguire gli stessi risultati. Lo zelo, sempre sollecito e spontaneo, di tutti i cattolici che mostrano il loro amore e la loro venerazione per la grande Madre di Dio, è un sicuro pegno della realizzazione dei Nostri desideri.
 
A Cristo attraverso Maria


Venerabili fratelli, la principale ragione per cui commemoriamo il cinquantenario della proclamazione dell'Immacolata Concezione della Madre di Dio è che la celebrazione di questa ricorrenza dovrebbe suscitare un appassionato fervore nel popolo cristiano, inducendolo a restaurare ogni cosa in Cristo. Maria è la via più facile e sicura per unire tutte le persone a Cristo e per ottenere attraverso di Lui una perfetta adozione. In questo modo noi diveniamo santi e immacolati agli occhi di Dio. A Maria è stato detto: “Beata Colei che ha creduto nell'adempimento delle parole del Signore”. La promessa era che avrebbe concepito e dato alla luce il Figlio di Dio. Quindi, poiché il Figlio di Dio fatto uomo è “l'autore e perfezionatore della fede”, dobbiamo riconoscere nella Sua Santissima Madre Colei che partecipa e, per così dire, custodisce i misteri divini. Dobbiamo riconoscere che, dopo Cristo, Ella è il più nobile fondamento su cui in tutte le età è costruita la casa della fede. 

LA DEVOZIONE ALLA MADONNA PER SALVARE L'INTEGRITA' DELLA DOTTRINA

Da sempre la Vergine Maria è considerata la debellatrice di tutte le eresie. Padre Tinti nel suo celebre Maria, debellatrice delle eresie così scrive: “La Chiesa ha sempre invocato Maria SS.ma come debellatrice di tutte le eresie, ed ha introdotto nella sacra liturgia quel versetto che racchiude il più magnifico elogio che si possa fare della Beatissima Vergine: ‘Gaude, Maria Virgo, cunctas haereses sola interemisti in universo mundo’ (dal Breviario Romano). (…).

Ora se la Chiesa ha inserito nella sua liturgia (questo elogio) bisogna ammettere che sino dal tempo apostolico questa fosse una convinzione universale, e cioè che la Beatissima Vergine Maria, Madre di Dio, per i misteri operati in Lei, aveva dato modo di confermare i dogmi della Divina Incarnazione, della reale persona di Cristo e della universale redenzione. Da questi dogmi ne vennero poi gli argomenti che sconfissero le varie eresie. Di qui l’elogio attribuito a Maria SS.ma debellatrice delle eresie.


Vediamo di individuare alcuni punti importanti per i quali la devozione alla Madonna davvero diventa la salvaguardia più importante per l’integrità della dottrina. Individuiamo quattro punti.

RILEGGIAMO IL CONCILIO DI TRENTO - 2/ELENCO DEI LIBRI SACRI

SESSIONE IV (8 aprile 1546) 
Primo decreto: Si ricevono i libri sacri e le tradizioni apostoliche.

Il sacrosanto, ecumenico e generale concilio tridentino, legittimamente riunito nello Spirito santo, sotto la presidenza dei medesimi tre legati della sede apostolica, ha sempre presente che, tolti di mezzo gli errori, si conservi nella chiesa la stessa purezza del Vangelo, quel Vangelo che, promesso un tempo attraverso i profeti nelle scritture sante (l4), il signore nostro Gesù Cristo, figlio di Dio, prima promulgò con la sua bocca, poi comandò che venisse predicato ad ogni creatura (15) per mezzo dei suoi apostoli, quale fonte di ogni verità salvifica e della disciplina dei costumi.

E poiché il sinodo sa che questa verità e disciplina è contenuta nei libri scritti e nelle tradizioni non scritte - che raccolte dagli apostoli dalla bocca dello stesso Cristo e dagli stessi apostoli, sotto l’ispirazione dello Spirito santo, tramandate quasi di mano in mano (16), sono giunte fino a noi, — seguendo l’esempio dei padri ortodossi, con uguale pietà e pari riverenza accoglie e venera tutti i libri, sia dell’antico che del nuovo Testamento, - Dio, infatti, è autore dell’uno e dell’altro ed anche le tradizioni stesse, che riguardano la fede e i costumi, poiché le ritiene dettate dallo stesso Cristo oralmente o dallo Spirito santo, e conservate con successione continua nella chiesa cattolica.

E perché nessuno possa dubitare quali siano i libri accettati dallo stesso sinodo come sacri, esso ha creduto opportuno aggiungere a questo decreto l’elenco.

SAN MICHELE ARCANGELO, PRINCIPE DEGLI ANGELI E DELLA CHIESA

La figura e la storia dell’Arcangelo Michele, Patrono della Sinagoga prima di Cristo e della Chiesa dopo la sua venuta, testimoniano un fondamentale insegnamento per ogni cristiano: per fare veramente la volontà e la gloria di Dio non è sufficiente limitarsi a compiere il bene, ma bisogna anche combattere il male. E nessuno potrà mai aiutarci in questo più di San Michele.
Il 29 settembre la Chiesa Cattolica celebra la festa dell’Arcangelo Michele, colui che per primo si oppose agli angeli ribelli, rispondendo all’orgoglioso “Non serviam!” di Lucifero con l’umile e trionfante “Quis ut Deus” (Chi è come Dio?) e scatenando la grande battaglia celeste fra il bene e il male, che terminò con il suo trionfo e la precipitazione agli inferi di Lucifero e degli altri angeli ribelli.
Per premiarlo della sua fedeltà, Dio lo nominò Principe di tutte le schiere angeliche, secondo solo a Dio e a sua Madre, Regina degli Angeli, Patrono della Sinagoga prima di Cristo e della Chiesa dopo la sua venuta.

San Michele è una figura di eccezionale importanza nella storia della nostra religione, la cui dimensione investe, oltre all’ambito specificamente biblico, tanto gli aspetti storico-devozionali tanto quelli liturgico–artistici.
Il più sublime insegnamento di tale celestiale creatura rimane il suo amore verso Dio, un amore tanto eccelso da tradursi senza indugio in un odio implicabile verso il male e il peccato, in particolare verso la menzogna e l’ingiustizia.
Per questo san Michele è sempre raffigurato con la spada e la bilancia: la spada divide la Verità dalla menzogna, la bilancia distingue ciò che è giusto ed equo da ciò che non lo è.

LA FESTA DELL'EPIFANIA

La festa dell’ Epifania è molto antica, sappiamo che si celebrava in oriente già nel III° secolo. Il nome ne indica il senso, infatti epifania viene dal greco e significa manifestazione: Dio si manifesta non solo ai giudei come nel giorno di Natale, bensì anche ai gentili, ai pagani, a tutti gli uomini.
La visione di Isaia[1] che descrive Gerusalemme a cui accorrono i re, le nazioni, la moltitudine di popoli provenienti da lontano cantando le lodi al Signore ed offrendogli oro e incenso è un’immagine della Chiesa, il vero popolo eletto di cui il popolo ebreo non era che un’immagine ed una preparazione.

Con la venuta del Salvatore e la sua morte sulla Croce la realtà rimpiazza la figura. L’Antica Alleanza è soppressa e nel sangue di Gesù viene sancita la Nuova ed Eterna Alleanza[2]. I riti dell’Antico Testamento sono abrogati e diventano superstiziosi, tutti gli uomini sono chiamati alla salvezza nella fede in Gesù Cristo, unico Salvatore, tramite l’appartenenza alla Chiesa cattolica che continua la sua missione nella storia.[3]
Questa missione consiste nel trasmettere la dottrina di salvezza tramite la predicazione della verità con la quale Gesù che continua a rendersi visibile alle anime di buona volontà di cui i re Magi sono le primizie.

I Magi erano una casta sacerdotale che studiava gli astri e venivano probabilmente dalla Persia. La tradizione ne ricorda tre, Melchiorre Gasparre e Baldassarre. Il loro corpo è venerato in uno splendido sarcofago dorato che si trova nella cattedrale di Cologna.
Gli antichi pensavano che alcuni fenomeni celesti indicassero la nascita di grandi uomini e gli ebrei particolarmente diffusi nella loro diaspora nelle contrade di Babilonia, avevano propagato la fede nel Messia che attendevano.